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Successivo   PITTORI: VALERIO VITALI
 

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Nato a Piombino il 12/04/1945 - vive e lavora all' Isola d'Elba ed a Vinca; di formazione medico-chirurgica, comunica da sempre con la pittura e la grafica.

Qualche tempo fà, parlando con alcuni amici, mi fù chiesto se le "cose" che facevo (disegni, oli, grafiche, incisioni) avessero un significato e/o se credevo nella comunicazione di un messaggio, positivo o negativo, verso gli Altri, ed inoltre che cosa intendessi per "opera d'arte".
Definire, o cercare almeno di farlo, che cosa si intenda, oggi. per "opera d'arte" ed il suo contrario non spetta certo a me (anche perchè sono stati consumati ettolitri di inchiostro, quintali di carta da persone più autorevoli e credibili, su tale "concetto"). Posso solo esprimere la mia immediata "idea" su tale pretestuosa argomentazione:
«Un'opera è e deve avere oltre che un valore estetico anche politico (sociale), e. lo ha solo, quando fatto salvo l'elemento tecnico espressivo (il segno, il colore), stimola a pensare e quindi produce negli Altri "coscienza". In quanto l'artista" (o meglio l'artigiano) non spiega, né deve spiegare agli Altri, ma trasmette e suscita "emozioni".
Egli è 'uno' che tutto sommato non riesce ad identificarsi fino in fondo con il fenomeno "sociale" in cui vive ed opera, poichè il suo "animus" libero, gli permette di generare dei "noumeni" critici, e quindi "è" e rimane, sotto il profilo etico, sempre un "anarchico" (intendendo questo termine nella sua piena accezione glottologica e semeiologica).
Si potrebbe inoltre, per dirla, in sintonia con l'attuale periodo storico (pieno di veleni chimici, biologici, frutto della tecnologia moderna) che, l'opera d'arte, non è inquinante, ma è un pò come le "medicine", tossica se si vuole, ma utile perchè fà guarire gli "animi"; non è quindi "droga" perchè quest'ultima dà solo assuefazione e sindromi d'astinenza».
(...) Il tema base della sua ispirazione è l'uomo, la società dei consumi una società che lega con vincoli difficilmente spezzabili (le catene) i suoi componenti alle strutture, al sistema. Opere quindi che hanno il sapore di critica ed anche di contestazione, nelle quali sempre manca la raffigurazione del sentimenti, rappresentando invece il mondo arido delle 'cose'.
Tema ricorrente delle opere (...) sono la mano, la croce; quasi a voler significare che l'uomo con l'uso di questo arto crea, realizza la propria vita, mentre la croce rappresenta la religiosità insita nell'uomo e non una religiosità etichettata, quasi eresia.
Queste opere sono sempre pervase, o quasi, di un certo pessimismo... ma talvolta illuminante da un sole nascente, simbolo della speranza che non muore e della vita.

R. Pandiani




                           

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